Attrezzi
Attrezzature per fieno
Ci sono prodotti che hanno un importanza tale nell'economia di una comunità, che arrivano a influenzarene l'immaginario, formandone il paesaggio, la toponomastica, l'aneddotica, la narrativa.
La scomparsa alcune colture e di alcuni prodotti, ha ripercussioni profonde sulla sopravvivenza di una comunità, in certi casi, alla fine di una coltura corrisponde la fine di una cultura.
Questo è il caso dell' allevamento delle vacche da latte nella alta val Neirone, con la tradizionale transumanza agli alpeggi detti Casoni.
Da questa attività derivava direttamente quella della fienagione sulle fasce e tutto quell'insieme di attrezzature, lavorazioni, capacità che andavanno a comporre una vera e propria cultura del fieno .
Per questo motivo sentiamo l'importanza di riportare qui i nomi e le testimonianze di quella cultura perché con la scomparsa dell allevamento non scompaia anche il ricordo di quelle vite di quei nomi che fino a ieri riecheggiano nella valle.
"Le cose esistono, ma non basta indicarle.La facoltà di nominare , è quella condizione e quella possibilità che consente di dare un volto e, nel tempo, contenuto alle cose. Non consente solo di riconoscerle, ma di parlarne."Z. Bauman
I nomi delle cose, ancor più quando diventano nomi di luoghi dunque toponimi, sono “contenitori” tanto piccoli nella forma quando infiniti nella capienza di culture, sapienze, tradizioni, usi e costumi, storie grandi e belle o tristi e terribili, vicende umane, credenze, leggende, miti.
Perché non accada più che trovando un vecchio attrezzo arrugginito nessuno ne ricordi il nome ma solo a stento l'uso ,come è accaduto qui con il taglia fieno .
Perché il processo del oblio è già in atto e è compito nostro fermarlo.
(Riporto i nomi in dialetto esattamente come si pronunciano perché l'arte della corretta scrittura in genovese è ormai appannaggio di pochissimi)
MESUIA = falce messoria, per le messi (grano) ma anche erba, con impugnatura cortaCUDÈ= corno di vacca da agganciare alla cintura per tenere la pietra da affilo e acqua.
DIÀ= ditale di lamimierino per proteggere le dita dal filo della falce ,se ne portava 2 e c'erano anche piccoli per i bambini.
GAGGE =sistema di funi e legno per il trasporto del fino a mano.
PÀEA(o ridassa) = lenzuola di juta o tela pesante per raccogliere gli avanzi di fieno.
LÊZA (o liêza) = slitte porta fieno o legna o altro .Venivano montate su lunghi sci legate al timone con rami di salice. Potevano essere trainate da muli o da buoi.
ALLU E ALINA = cesta in salice con manici.
La forma ne consente l'uso sulla testa. Veniva usata per portare il letame sulle fasce più alte e non facilmente accessibili con l'ausilio del paiettu.
Un secondo uso era come setaccio per separare il grano dalla crusca . Quella piccola era più adatta per i bambini.
Il signore nella foto è Tilan padre di Renato (il nostro unico vicino di casa che ci ha lasciato da pochi anni) di cui tutti ricordano la storica impresa:
Nel periodo di costruzione della diga del Brugneto quest'uomo andava a lavoraci a piedi da qui (20km per i monti).
PAIETTU (o pagettu) sacco di tela riempito di paglia a mo di cuscino.
SCURIATTA (o curiatta o ranza) = falce lunga per fare il fieno
TAGLIA PAGLIA (cerchiamo il nome in dialetto aiutateci a trovarlo!)= attrezzo per tagliare la paglia piccola ed utilizzarla insieme ad altro come pastura per le vacche.
TAGLIA FIENO (cerchiamo il nome in dialetto aiutateci a trovarlo!) pala con poggia piede per tagliare le balle di fieno
Tutto questo veniva generalmente prodotto in proprio o comprato alle fiere degli animali che si sono tenute a Roccatagliata fino agli anni 50 ,oppure a Torriglia per San Michele.
Fino al dopo la guerra c'era anche un fabbro in località Corsiglia.
Ringrazio tutti quelli che mi hanno aiutato nella ricerca con notizie, ricordi,testimonianze e foto. Soprattutto gli Amici di Roccatagliata.
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